Novità e trend

La Cina si arrabbia per i primi supereroi asiatici della Marvel

Luca Fontana
24.7.2019
Traduzione: Leandra Amato

In Cina, uno dei più importanti mercati cinematografici dei Marvel Studios, le prossime riprese del fumetto di Shang Chi sembrano aver perso il favore prima ancora di iniziare: sia i personaggi che la storia si servono di cliché razzisti.

In Cina, i piani della Marvel di filmare il fumetto asiatico anni '70 «Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings» vengono accolti con molte critiche. Così riporta la rivista di settore Quartzy. Questo perché lo scopo della trama sarebbe quello di banalizzare i cinesi e allo stesso tempo lodare gli americani. «Un simbolo di discriminazione straniera contro gli asiatici», traduce Quartzy dal cinese.

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Gli studi Marvel hanno recentemente presentato i loro progetti al Comic-Con di San Diego. Probabilmente anche con un occhio di riguardo per la Cina. La Cina è uno dei più importanti mercati cinematografici d'oltreoceano di Hollywood. Presto addirittura più importante del mercato cinematografico nazionale statunitense, come riferiscono alcuni esperti del settore.

Di certo, l'ultima cosa che lo studio vuole è il boicottaggio da parte della terra del drago rosso.

Shang-Chi e suo padre, Fu Manchu

I fan di Sina Weibo, l'equivalente cinese di Twitter, sono particolarmente indignati per l'annuncio secondo cui l'attore di Hong Kong Tony Leung interpreterà il Mandarino. Infatti, si dice che il Mandarino nel film potrebbe essere non solo il cattivo e il comandante dei Dieci Anelli, ma anche il padre dell'eroico Shang-Chi.

Il Mandarino, conosciuto come il leader dei Dieci Anelli nei fumetti di Iron-Man.
Il Mandarino, conosciuto come il leader dei Dieci Anelli nei fumetti di Iron-Man.
Fonte: Marvel Comics

Nei fumetti il padre di Shang-Chi non è il Mandarino, ma il supercriminale Fu Manchu. Shang-Chi pensa di essere un bravo ragazzo. Solo in gioventù impara le vere motivazioni di suo padre. Da quel momento in poi scoppia una battaglia costante tra il giovane Shang-Chi e il suo rozzo padre Fu Manchu.

I fumetti mostrano Fu Manchu/Zheng Zu come il padre di Shang Chi.
I fumetti mostrano Fu Manchu/Zheng Zu come il padre di Shang Chi.
Fonte: Marvel Comics

Il problema? La figura di Fu Manchu è stata creata agli inizi del 1900 dallo scrittore di gialli britannico Sax Rohmer, basata essenzialmente sugli stereotipi occidentali del cattivo cinese. Soprattutto visivamente. La Marvel acquistò i diritti della figura negli anni '70 e la utilizzò come un cattivo, che da allora in poi ha costantemente forgiato piani per il dominio del mondo.

Solo quando la Marvel perde i diritti di Fu Manchu nel 2015, questi viene sostituito nei fumetti da Zheng Zu, un antico mago che avrebbe solo rubato l'identità di Fu Manchu.

La figura di Fu Manchu esiste dal 1900.
La figura di Fu Manchu esiste dal 1900.
Fonte: Titan Books

Problemi di stereotipi razzisti

Ciò che infastidisce particolarmente gli utenti di Sina Weibo è che la rappresentazione della cultura e della popolazione cinese nei film hollywoodiani proviene spesso dalle menti creative dei registi occidentali. Questo ha poco a che fare con la realtà.

Non si tratta di sapere se il Mandarino è Fu Manchu o solo il suo sostituto. Il punto è che entrambi i personaggi sono stati creati utilizzando stereotipi della popolazione cinese.
Un utente Weibo cinese secondo Quartzy

Un altro commento, che ha ricevuto oltre diecimila like, accusa Marvel di mettere un attore cinese nei panni del cattivo – Tony Leung – mentre a un attore canadese di origine cinese – Simu Liu – è permesso di interpretare l'eroe Shang-Chi.

Se vogliono fare soldi in Cina, dovrebbero realizzare personaggi cinesi più intelligenti.
Un utente Weibo cinese secondo Quartzy

L'argomento «Shang-Chi» è stato ricercato su Weibo più di 70 milioni di volte secondo Quartzy, ed esistono più di 60 000 contributi. Molti utenti chiedono il boicottaggio della Marvel e persino dell'attore Tony Leung, colpevole di aver accettato il ruolo.

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La mia zona di comfort consiste in avventure nella natura e sport che mi spingono al limite. Per compensare mi godo anche momenti tranquilli leggendo un libro su intrighi pericolosi e oscuri assassinii di re. Sono un appassionato di colonne sonore dei film e ciò si sposa perfettamente con la mia passione per il cinema. Una cosa che voglio dire da sempre: «Io sono Groot». 

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